sabato 6 novembre 2010

Hair in the shower.
This is the ruin of our love.
E' la prima volta in cinque anni che mi tolgo il nostro anello.
Non so più se ha un significato, o se è solo un pezzo di cuore che se ne va.
Sono stanca.

venerdì 5 novembre 2010

4 Novembre 2010

E' stato come un deja-vu.
Un'altra volta in balia dei tuoi dubbi, delle tue incertezze.
Ti sono rimasta accanto, tenacemente,
ripetendomi che nulla avrebbe di nuovo sconvolto la nostra quiete.
Ho confidato nella maturità, negli obbiettivi, nei progetti.
Ma alla fine ha vinto la tua incoerenza.
So solo una cosa:
ci siamo amati tanto,
e questa è la cosa più bella che potevamo condividere.

mercoledì 20 ottobre 2010

sabato 9 ottobre 2010

E' passato molto tempo ormai dall'ultima volta in cui abbiamo parlato.
E mi manchi.
Come abbiamo fatto?
E' veramente la vita che ci assorbe talmente tanto da non poter avere più un momento per noi?
Oppure siamo noi che non siamo più abituati ad esternare i nostri sentimenti?
Io non lo so, ma mi mancano le nostre nottate di chiacchiere, quando bastava un semplice sguardo per intuire quello che ci passava per la testa.
Non posso pensare che questo significhi diventare adulti.
Non posso pensare che tutto questo non esista più.

giovedì 2 settembre 2010

I Don't Blame You

Veramente.
Io non ti biasimo.
E' solo che mi manca quello che eravamo.



martedì 31 agosto 2010

mercoledì 28 luglio 2010

Spesso sfogliavo i vecchi libri di scuola di mia madre. Appena li aprivo cadevano dalle pagine ingiallite una marea di fiori secchi: quadrifogli, violette, margherite. Una volta però ho trovato una cosa che non avevo mai visto prima, una di quelle bamboline di carta con i vestiti da applicare sopra. Il vestito era giallo con il colletto bianco. Mi ricordo chiaramente che avrò avuto più o meno 10 anni e che mi sentivo emozionata nell’aver trovato qualcosa con cui lei aveva giocato più o meno alla mia età. È stata la prima volta in cui mi sono resa conto che anche mia madre è stata una bambina, e questo la faceva apparire umana, il ruolo di genitore a cui era stata relegata scompariva per far posto a una bambina che nei primi anni ’70 si era divertita a inventare infinite storie, svestendo e cambiando d’abito il suo piccolo tesoro di carta.