martedì 15 novembre 2011

sabato 12 novembre 2011

Muddy Love

Monterosso,
Vernazza
Corniglia,
Manarola,
Riomaggiore
Moneglia.
Erano così belle
e vitali
sotto un sole
di fine aprile
insolitamente
caldo
e le spiagge
invase dai primi bagnanti.
Girando in macchina
alla ricerca di uno sperduto
agriturismo
a Ceparana,
ascoltando Bandiera Bianca
e ridendo come bambini,
il mondo ci era
sembrato
meraviglioso.
Adesso è tutto
ironicamente
inondato dal fango.
Sarà un segno.

mercoledì 9 novembre 2011

Ci sono giorni come oggi
in cui sono così stanca
da riuscire a stento
a comporre un pensiero.
E non è vero che
il lavoro, gli impegni
occupano la mente.
Semplicemente spengo
il flusso di ricordi angoscianti.
Ma li sento che sono lì, 
dietro al muro
e non smettono di spingere.
Sostituisco un'ansia con
molte altre.
Di natura diversa, certo, 
ma pur sempre preoccupazioni.

domenica 6 novembre 2011

Vergognati.
Vergognati.
Vergognati.
Vergognati.
Ti prego, vergognati.

mercoledì 2 novembre 2011

Light Years Ago


Va tutto bene
va tutto bene:
ci siamo solo 
persi di vista.

Va tutto bene
va tutto bene:
ci vuole tempo
per ricominciare,
per abituarsi
alla fine.

Abituarsi alla fine

Se non ci credi più, se dormi e sei più stanco.
se oggi è già domani e non è successo niente
se l'hai capito già, e poi non riesci a dirlo
che i nostri sogni sono più tristi uno dell'altro

Va tutto bene, va tutto bene: ci siamo solo persi di vista.
va tutto bene, va tutto bene: ci vuole tempo per ricominciare,
per abituarsi alla fine, per abituarsi alla fine

Se guardi un po' più in là, dove non sei gradito
e scopri che qualcuno lascia impronte indisturbato
e sposta i mobili con una mano in tasca
nemmeno sa che tu non c'eri mai riuscito

E' tutto vero, è tutto vero: ci siamo solo persi di vista
è tutto vero, è tutto vero: ci vuole tempo per ricominciare,
per abituarsi alla fine, per abituarsi alla fine

Queste sono le foto dei tuoi polmoni tra 10 anni
tra 10 anni avrò nuovi polmoni e tutto il tempo per risporcarli

Tutte le madri, che di notte, sostituiscono i pesci
lasciano noi lì a galleggiare a cercare un modo per andare a fondo

Quando mi sveglio e non mi ricordo cos'è successo negli ultimi anni
Cos'è successo negli ultimi anni? sono le piante a togliermi l'aria
Io sono nato da qualche mese, conto di vivere per qualche mese
c'è solo un modo per vedere oltre, pianificare la propria morte

Ed è fare debiti, è fare debiti, è fare debiti, è fare debiti,
e fare debiti, e fare debiti, e fare debiti, e fare debiti

Ci vuole tempo per ricominciare
per abituarsi alla fine, per abituarsi alla fine,
per abituarsi alla fine, per abituarsi alla fine.

domenica 30 ottobre 2011

Dìa de los muertos, 
mi cogli ogni anno impreparata.

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

I Hate Sundays.

E le domeniche in famiglia.
Perché, quando realizzi 
che la TUA famiglia, 
o quella che almeno 
pensavi fosse tale, 
non c'è più 
(o forse non c'è mai stata?)
è sparita,
frantumata,
disgregata.
Allora le domeniche 
diventano la cosa
più intollerabile,
un buco nero 
che ti divora
fino a lunedì mattina.
E non aspetti 
nient'altro che veder
sorgere un nuovo giorno
che ti impegni i pensieri.