Me,
I figure as each breath goes by,
I only own my mind.
I am mine.
lunedì 8 settembre 2008
giovedì 28 agosto 2008
mercoledì 27 agosto 2008
mercoledì 30 luglio 2008
13 giugno 2008
All’improvviso ci siamo sentiti vicini,
finalmente sollevati nell’esserlo.
Ed è stato come parlarsi
finalmente sollevati nell’esserlo.
Ed è stato come parlarsi
per la prima volta,
trovarsi così imbarazzati.
Abbiamo avuto paura
trovarsi così imbarazzati.
Abbiamo avuto paura
mentre ci mettevamo a nudo,
talmente ansiosi nel conoscere il giudizio dell’altro.
Noi che abbiamo condiviso tutto
talmente ansiosi nel conoscere il giudizio dell’altro.
Noi che abbiamo condiviso tutto
in otto anni,
avevamo timore come bambini.
Perché ci sono stati momenti buoni
e momenti meno buoni.
Perché abbiamo sepolto per così tanto
la nostra autentica essenza
per lasciare il posto
allo scorrere delle settimane
dei mesi
degli anni.
Perché ci siamo fatti sottrarre l’intimità
del ritrovarsi insieme
dagli oggetti
dagli appuntamenti
dal lavoro.
Dalla sopravvivenza.
Ma ancora ci siamo sentiti vicini.
E tanto basta.
avevamo timore come bambini.
Perché ci sono stati momenti buoni
e momenti meno buoni.
Perché abbiamo sepolto per così tanto
la nostra autentica essenza
per lasciare il posto
allo scorrere delle settimane
dei mesi
degli anni.
Perché ci siamo fatti sottrarre l’intimità
del ritrovarsi insieme
dagli oggetti
dagli appuntamenti
dal lavoro.
Dalla sopravvivenza.
Ma ancora ci siamo sentiti vicini.
E tanto basta.
martedì 29 luglio 2008
Nei Pomeriggi Afosi
Mai nessuno era parso così triste.
Amara e nera, a metà strada, nelle tenebre, nel raggio che portava dal sole all'abisso, forse si formò una lacrima; una lacrima cadde; le acque ondeggiarono, la accolsero e si richiusero quietamente.
Mai nessuno era parso così triste.
Amara e nera, a metà strada, nelle tenebre, nel raggio che portava dal sole all'abisso, forse si formò una lacrima; una lacrima cadde; le acque ondeggiarono, la accolsero e si richiusero quietamente.
Mai nessuno era parso così triste.
martedì 22 luglio 2008
domenica 6 luglio 2008
venerdì 4 luglio 2008
26 Agosto 2007
Mi sono sentita sola.
Bizzarro. Eppure è così.
Mi sono seduta ho dato un’occhiata in giro, solo persone con cui condivido la maggior parte della mia settimana..
Potrei dire di essermi estraniata consapevolmente ma non ne ho la certezza.
Ho bevuto, poco, solo un cicchetto di Montenegro, ma tanto basta.
Ho fumato tre sigarette.
Sono rimasta lì per un’ora, seduta in piedi di nuovo seduta. Ho parlato poco.
Pian piano ho sentito quella sensazione che attanaglia la bocca dello stomaco.
Panico.
Avevo percezione soltanto di me stessa, del mio corpo.
Per un attimo mi ha sfiorato anche una scintilla di vergogna per essere lì, stupida e sola.
Ho cominciato a respirare affannosamente, fingendo indifferenza ho sistemato la gonna, mi sono guardata i piedi e poi le unghie della mano sinistra e ho continuato a respirare.
Non ce l’ho più fatta, sono scappata biascicando una qualche spiegazione al primo viso che ho incontrato.
Non potevo restare, l’ansia mi stava uccidendo.
Mi sono incamminata velocemente verso l’uscita, ponendo distrattamente lo sguardo sulla bancarella di due indiani, per sembrare il più naturale possibile.
Ho infilato le chiavi
ho acceso il motore
me ne sono andata.
Mentre guidavo ho pianto.
Fino a casa.
Ho perso il controllo.
Bizzarro. Eppure è così.
Mi sono seduta ho dato un’occhiata in giro, solo persone con cui condivido la maggior parte della mia settimana..
Potrei dire di essermi estraniata consapevolmente ma non ne ho la certezza.
Ho bevuto, poco, solo un cicchetto di Montenegro, ma tanto basta.
Ho fumato tre sigarette.
Sono rimasta lì per un’ora, seduta in piedi di nuovo seduta. Ho parlato poco.
Pian piano ho sentito quella sensazione che attanaglia la bocca dello stomaco.
Panico.
Avevo percezione soltanto di me stessa, del mio corpo.
Per un attimo mi ha sfiorato anche una scintilla di vergogna per essere lì, stupida e sola.
Ho cominciato a respirare affannosamente, fingendo indifferenza ho sistemato la gonna, mi sono guardata i piedi e poi le unghie della mano sinistra e ho continuato a respirare.
Non ce l’ho più fatta, sono scappata biascicando una qualche spiegazione al primo viso che ho incontrato.
Non potevo restare, l’ansia mi stava uccidendo.
Mi sono incamminata velocemente verso l’uscita, ponendo distrattamente lo sguardo sulla bancarella di due indiani, per sembrare il più naturale possibile.
Ho infilato le chiavi
ho acceso il motore
me ne sono andata.
Mentre guidavo ho pianto.
Fino a casa.
Ho perso il controllo.
giovedì 3 luglio 2008
Cat Power 1 Luglio Ferrara

Last time I saw you, you were on stage
Your hair was wild, your eyes were red
And you were in a rage
You were swinging your guitar around
Cause they wanted to hear that sound
But you didn't want to play
And I don't blame you ...
Your hair was wild, your eyes were red
And you were in a rage
You were swinging your guitar around
Cause they wanted to hear that sound
But you didn't want to play
And I don't blame you ...
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