lunedì 18 maggio 2009

Quello che sento.

Sono senza parole, il che è strano pensarlo mentre sto scrivendo. Ma sul serio, sono senza parole. Interiormente. 
Non volevo affrontare tutto questo adesso, ma credo che prima o poi avrei dovuto farlo.
E non so se ce la faccio.
Tutta la tristezza e l'abbandono, consumati nell'improvviso rancore, in una spirale di sterili e infantilil discussioni, finendo col perdere di vista ciò che è importante sul serio: una piccola anima che si lascia scivolare la vita addosso, fingendo indifferenza, come se in fondo non importasse e non avesse tutto il peso che in effetti ha.
Ecco. Tutto questo lo sento sulle mie spalle, nella mia pancia, nel mio sonno interrotto, nei miei denti.
E hanno ancora il coraggio di parlare di vita privata.

lunedì 4 maggio 2009

3 Maggio 2009

E io che non pensavo e io che non credevo e io che mi sforzavo e io che mi incazzavo e io che gli avrei spaccato la faccia e io che non riuscivo a guardare e io che tutte le notti mi addormento con questo peso e io che trasformo quest'inferno in isolamento e io che sbraitavo e mi opponevo con forza e io che piango e io che importuno la vita.

mercoledì 25 marzo 2009

L'angoscia del tempo che passa ci fa parlare del tempo che fa.

Ma Lei non può più fare nulla ormai.

- Una cosa posso fare - gli risposi.

- Quale ? - mi domandò.

- Svegliarmi.

E così feci.

lunedì 23 marzo 2009

Mrs. Dalloway said she would buy the flowers herself.

martedì 30 dicembre 2008

Questo costante senso di nausea e poi l'isolamento introspettivo a cui mi sto costringendo.
La vita ha preso una direzione a senso unico, mi soffermo su piccole cose, non ci sono più i sobbalzi al cuore di un tempo.
Non mi diverto più.
E' tutto così scontato, usuale, già visto e sentito.
Nessuna voglia, nessun grido, nessun dolore.

domenica 28 dicembre 2008

sabato 6 dicembre 2008

Attraverso gli Occhi di un Poeta

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei più è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, nè più mi
occorrono le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perchè con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

mercoledì 19 novembre 2008

Sono tutto
sono niente.

Ritratto di un'esistenza_

E correndo mi incontrò lungo le scale, quasi nulla mi sembrò cambiato in lei,
la tristezza poi ci avvolse come miele per il tempo scivolato su noi due.
Il sole che calava già rosseggiava la città
già nostra e ora straniera e incredibile e fredda:
come un istante "deja vu", ombra della gioventù, ci circondava la nebbia...

Auto ferme ci guardavano in silenzio, vecchi muri proponevan nuovi eroi,
dieci anni da narrare l'uno all' altro, ma le frasi rimanevan dentro in noi:
"cosa fai ora? Ti ricordi? Eran belli i nostri tempi, ti ho scritto è un anno,
mi han detto che eri ancor via".
E poi la cena a casa sua, la mia nuova cortesia, stoviglie color nostalgia...

E le frasi, quasi fossimo due vecchi, rincorrevan solo il tempo dietro a noi,
per la prima volta vidi quegli specchi, capii i quadri, i soprammobili ed i suoi.
I nostri miti morti ormai, la scoperta di Hemingway, il sentirsi nuovi,
le cose sognate e ora viste:
la mia America e la sua diventate nella via la nostra città tanto triste...

Carte e vento volan via nella stazione, freddo e luci accesi forse per noi lì
ed infine, in breve, la sua situazione uguale quasi a tanti nostri films:
come in un libro scritto male, lui s' era ucciso per Natale,
ma il triste racconto sembrava assorbito dal buio:
povera amica che narravi dieci anni in poche frasi ed io i miei in un solo saluto...

E pensavo dondolato dal vagone "cara amica il tempo prende il tempo dà"...
noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa... restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,
le luci nel buio di case intraviste da un treno:
siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno...